Economia Sindacale 

Caldo estremo, i sindacati scrivono ai corrieri: «Acqua, pause e meno esposizione al sole per chi lavora nella logistica»

Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti chiedono alle principali aziende del settore di proteggere autisti, facchini e personale viaggiante durante l’estate. Richiamato anche il diritto dei lavoratori ad allontanarsi da situazioni di pericolo grave e immediato

Il caldo diventa un’emergenza anche per chi lavora nella logistica, nei magazzini e sulle strade. Le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno scritto alle principali società del settore, tra cui BRT, SDA, GLS, Amazon, FedEx, DHL, Fercam, Brivio e Viganò, Susa e Arco Spedizioni, chiedendo misure immediate per tutelare i lavoratori esposti alle alte temperature.

La richiesta arriva mentre in Liguria le temperature sono in aumento e le allerte per il caldo riguardano una stagione estiva che si annuncia particolarmente difficile. I sindacati sottolineano che il territorio ligure, anche per le sue caratteristiche geografiche, registra spesso un tasso di umidità elevato, fattore che aggrava il disagio fisico e aumenta i rischi per la salute.

Nella lettera, firmata per le segreterie regionali da Marco Gallo per Filt Cgil, Mirko Filippi per Fit Cisl e Giovanni Ciaccio per Uiltrasporti, le organizzazioni chiedono alle aziende di intervenire in sinergia con le società fornitrici lungo tutta la filiera. L’obiettivo è evitare che l’emergenza caldo ricada direttamente su autisti, addetti ai magazzini, personale viaggiante e lavoratori impegnati nelle attività operative.

Le misure richieste sono concrete: acqua fresca disponibile in abbondanza in ogni sede, scorte per chi lavora in viaggio, controllo degli impianti di climatizzazione, utilizzo di condizionatori portatili o sistemi di ventilazione dove non siano presenti impianti adeguati. I sindacati chiedono anche una diversa organizzazione dei carichi di lavoro, in modo da evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde della giornata.

Un altro punto centrale riguarda le pause. Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti sollecitano la predisposizione di più momenti di interruzione del lavoro per permettere ai dipendenti di reidratarsi e rinfrescarsi. Viene chiesto anche un piano di sorveglianza, predisposto con il medico competente e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, per monitorare i segnali delle patologie da calore e definire le misure di primo intervento in attesa dei soccorsi.

La comunicazione richiama anche il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Secondo quanto ricordato dai sindacati, in caso di pericolo grave e immediato il lavoratore può allontanarsi dal posto di lavoro o da una zona pericolosa senza subire conseguenze. In presenza di temperature elevate, sostengono le organizzazioni, i lavoratori possono autotutelarsi facendo pause e riducendo i ritmi, senza ricevere contestazioni, sanzioni o addebiti.

Il passaggio finale è il più netto. Se queste condizioni di tutela non venissero rispettate e se ai lavoratori venissero contestate pause o rallentamenti necessari a proteggere la salute, i sindacati avvertono che non saranno garantite le rotte e i giri previsti.

Per Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, la prevenzione non è soltanto una questione di tutela individuale, ma anche una condizione necessaria per garantire la continuità delle attività operative. Senza acqua, pause, climatizzazione e una distribuzione del lavoro compatibile con le temperature estive, il rischio è che l’ondata di calore diventi un problema sanitario e organizzativo per tutta la filiera della logistica.


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